Pagine di storia letteraria
Pagine di storia letteraria raccoglie il fiore degli scritti critici di Giosuè Carducci dedicati allo studio e alla storia della letteratura italiana. Il volume riunisce, scegliendoli tra i venti volumi delle Opere, i grandi discorsi sullo svolgimento della letteratura nazionale e i saggi su autori e momenti decisivi: Dante, Petrarca, Boccaccio, i trovatori, il Magnifico, il Poliziano, l’Ariosto, il Tasso, fino ai lirici settecenteschi, al Metastasio, al Foscolo, al Leopardi, al Manzoni. Attraverso queste pagine la storia critica ed estetica delle nostre lettere si dispiega con precisione, ricchezza di osservazioni e finezza di giudizio.
L’opera vale come compendio del pensiero letterario carducciano, prezioso per i lettori colti e sussidio per i giovani studenti. Ne risplende la prosa del Maestro, nervosa e robusta, di toscana dovizia, capace di scolpire le idee e svelare i concetti più oscuri. Per chiarezza di visione e bellezza della scrittura, queste pagine restano una guida insostituibile alla nostra tradizione letteraria.
How it begins
Questo volume di pagine carducciane differisce dalle altre prose scelte del Carducci, anch’esse di nostra edizione, in quanto gli scritti qui raccolti appartengono tutti allo studio della nostra letteratura e ne seguono dall’alto lo svolgimento e la storia. Naturalmente, pur non essendone escluso nessuno dei piú importanti, non tutti gli scritti critici del Maestro sono in questo volume; giacché anzitutto ne avremmo troppo ingrossata la mole e, secondariamente, non avremmo potuto raggiungere quella armonia delle parti che ci sembrava necessaria al carattere particolarissimo del libro. Il quale, comunque, sarà prezioso per le persone colte e per i giovani studenti. Quelle potranno agevolmente, e senza dovere far ricerche nei venti volumi delle Opere, trovar qui il miglior succo del pensiero letterario carducciano; questi avranno in queste pagine un prezioso sussidio per lo studio della storia letteraria. Talché noi non sapremmo consigliarne abbastanza vivamente ai signori professori l’adozione. Per quanto ad altri sia piaciuto affermare diversamente, è certo che nessuno, dal 1860 in poi, ha veduto cosí chiaramente e cosí precisamente come il Carducci nei fatti e nei fenomeni della nostra letteratura.
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