Storia degli Italiani, vol. 01 (di 15)
Nella prima edizione del 1854, Cesare Cantù presenta al pubblico la prima storia completa d'Italia narrata da un'unica penna e secondo un unico punto di vista: dalle origini della civiltà fino ai suoi giorni. Questo primo volume apre l'opera descrivendo la penisola nella sua conformazione geografica — le Alpi, gli Appennini, i fiumi e le pianure — e indagando l'origine dei nomi e dei confini d'Italia, fra i popoli antichissimi che la abitarono. Anziché indugiare su battaglie e guerre, l'Autore riserva lo spazio agli incrementi della civiltà, agli uomini insigni e allo sviluppo delle arti e delle lettere.
L'opera intreccia erudizione rigorosa e giudizio meditato, sostenendo i fatti con le fonti migliori senza imporre sistemi precostituiti. Il suo valore sta nel concepire la storia come manifestazione dell'indole d'un popolo che nasce, cresce e decade. Scritta mentre l'Italia mutava volto fino all'unità, resta una testimonianza di ciò che, secondo Cantù, «ci unisce tutti nella lingua, nelle memorie, nelle speranze».
How it begins
Nella prima edizione del 1854 dicevamo che buon augurio sarebbe alla nostra Unione il cominciar dal nome d’Italia; e che il frastuono d’interessi tutt’altro che letterarj, e le assordanti attualità della politica, del teatro, dei giornali non impedirebbero gl’intelletti serj e la gioventù generosa dal fissare l’attenzione s’un libro, come questo del Cantù, che pel primo offriva compiuta la storia del nostro paese dai primordj dell’incivilimento fino ad oggi, scritta dalla penna stessa, sotto unico punto di vista, e colle più recenti guise tanto d’erudizione che di maniera di giudicare e disporre. Proemiando a quella, noi esponevamo poche cose a nome dell’Autore; poche, giacchè il comprendere i motivi, l’intento, l’economia dell’opera doveva riuscire tanto meno difficile, quanto meno l’Autore ha costume di involgersi in timide formole. Lo spazio che altri consuma in battaglie e guerre, egli l’ha serbato agl’incrementi della civiltà, alle particolarità caratteristiche, agli uomini insigni, allo sviluppo delle arti e delle lettere, che sono una delle forme più pronunziate, sotto cui l’indole d’un popolo si manifesta nel nascere, crescere, decadere. Fra i classici che non citavano mai, ed i moderni a cui i repertorj somministrano facilissima abbondanza di citazioni, egli ha tenuto quel mezzo, che non istrazii l’attenzione fra le parole delle fonti e le induzioni dello scrivente.
Text from Project Gutenberg, public domain.