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Novelle Napolitane

by Salvatore Di Giacomo

it · ~270 min at 250 WPM

Queste novelle giovanili di Salvatore Di Giacomo, scritte nei tardi anni dell'Ottocento e raccolte da volumetti rari come Minuetto settecento, Nennella, Mattinate napoletane e Rosa Bellavita, ritraggono la Napoli minuta dei vicoli e della povera gente. Si succedono ritratti di figure umili e dolenti — fanciulle tradite, esistenze segnate dal dolore, ambienti e fisionomie colti con occhio di pittore — in pagine brevi e nitide, dove ogni casa, come scrisse Croce, «nasconde e cova un dolore». Più che intrecci complessi, conta la vita stessa di una città che oggi è in gran parte scomparsa.

Il filo che unisce questi racconti è una pietà amara, semplice, che non filosofeggia né si compiace del pessimismo: solo compassione per le cose e le creature narrate. Prosa che è insieme poesia e pittura, di una classicità sobria che condensa e sottintende, senza effetti vistosi. Documento prezioso della vecchia Napoli e prova che accanto al Di Giacomo poeta vive, altrettanto grande, un Di Giacomo novelliere.

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How it begins

Queste novelle giovanili del Di Giacomo, scritte venticinque e più anni fa, sono state finora pregiate da pochi perchè note a pochi. Vero è che, per compenso, il pregio in cui le hanno tenute quei pochi, è così alto da valere l'ammirazione dei molti. E io confesso che nel confortare l'amico autore (il quale, come sogliono talora i veri artisti, si è straniato da esse perchè rappresentano per lui un periodo oltrepassato e ormai lontano della sua vita e della sua opera, e le guarda con iscarso affetto, e quasi si scusa di averle composte!), nel confortarlo, dico, e nel fargli premure, perchè ne permettesse la ristampa, ero diviso tra due opposti sentimenti. Da una parte, il desiderio di vedere generalmente gustato e lodato ciò che da un pezzo formava oggetto della mia stima fervente; dall'altra, una sorta di rimpianto e di gelosia nel pensare che, tra breve, sarebbe facile a tutti quel godimento che era riserbato finora solo a chi, come me, aveva la fortuna di possedere i leggiadri e rarissimi volumetti del Minuetto settecento (1883), di Nennella (1884), delle Mattinate napoletane (1886) e di Rosa Bellavita (1888).

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