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Memorie: Edizione diplomatica dall'autografo definitivo

by Giuseppe Garibaldi

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Da quando il bipede umano ha imparato a trasmettere il proprio pensiero, non è mai mancato chi, dopo la sua morte, lo abbia rievocato, commentato o rimaneggiato. Da questa premessa muove l'edizione diplomatica delle Memorie di Giuseppe Garibaldi: una pubblicazione che riproduce con scrupolosa fedeltà l'autografo definitivo, le 673 pagine vergate dall'Eroe dei Due Mondi poco prima della morte, rivedendo e correggendo le note precedenti. Il curatore racconta come il manoscritto, dono di Ferruccio Prina, sia confluito nella sua raccolta risorgimentale e poi nello Stato, in vista del centenario della nascita del Generale. Garibaldi vi ripercorre la propria vita d'azione, dalle imprese sul Rio de la Plata alle battaglie per la libertà dei popoli.

L'opera difende un principio: le memorie di chi appartiene alla storia non vanno alterate, perché spetta ai posteri giudicare l'uomo dai suoi stessi atti e scritti, non dalle chiose dei contemporanei. Vi convivono l'eroismo, l'amore per la nazionalità e la libertà, e una riflessione sull'inviolabile diritto dell'autore. Conta perché restituisce la voce autentica di Garibaldi, testimone e protagonista del Risorgimento italiano.

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Da quando il bipede umano ha comunicato al suo simile il proprio pensiero, per desiderio fraterno di illuminarne la buaggine, o per vanità di sopravvivere a se stesso nell'opera dell'immaginazione, tracciasse giroglifici, incidesse collo stile sulla cera o scrivesse colla penna sulla carta, quando da lui qualcosa di luminoso è emanato, non è mai mancato chi l'abbia rievocato dopo la di lui morte, sia rabberciandolo ed associandolo all'opera di altri come per la bibbia, sia commentandolo, spiegandolo, restituendolo alla «corretta lezione», come si sta facendo per Dante, sia raffazzonandolo ad uso delle famiglie, come per Shakespeare, sia divulgandolo e vivificandolo, come per le ricerche degli scienziati, ridotte ad uso dei profani dall'ammirevole ingegno volgarizzatore dei Francesi. E cotesti uffici di elucidare il pensiero denso, talvolta astruso o mistico del poeta, di rendere i ritrovati della scienza accessibili alle masse, che non hanno potuto seguire il processo lento attraverso cui si giunge al risultato finale, di riassumere fatti ed eventi, perchè in breve sintesi balzi fuori il loro significato, son lodevoli, indispensabili per la più larga diffusione del sapere.

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