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Gli eretici d'Italia, vol. II

by Cesare Cantù

it · ~1000 min at 250 WPM

Gli eretici d'Italia, vol. II prosegue l'ampia opera storica di Cesare Cantù dedicata al dissenso religioso nella penisola. Questo volume si concentra sull'età della Riforma e della Controriforma, aprendo con il pontificato di Paolo III, il Farnese che bilanciò la sua politica tra la Francia e Carlo V, favorì la propria famiglia col ducato di Parma e Piacenza, ma seppe anche chiamare attorno a sé prelati riformatori come Contarini, Sadoleto, Caraffa e Polo, incaricandoli di sanare gli abusi della Chiesa. Cantù segue così l'avanzare delle idee luterane in Italia e i primi tentativi di rinnovamento cattolico.

L'opera intreccia la storia dei papi, della curia e dei movimenti ereticali con il dibattito sul potere temporale e sulla libertà cristiana. Documentando voci, processi e controversie, Cantù offre un quadro vivo delle tensioni dottrinali che attraversarono il Cinquecento. Resta una fonte preziosa per comprendere come l'Italia visse, e in gran parte represse, l'eredità della Riforma protestante.

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How it begins

Alessandro Farnese avea studiato sotto Pomponio Leto, poi alla Corte dei Medici erasi formato nell'erudizione elegante e ne' facili costumi; parlava squisitamente italiano e latino, rifuggendo ogni frase che classica non fosse: amante delle belle arti, cominciò in Roma il più bel palazzo del mondo; teneva splendida villa presso Bolsena; affabile e mansueto quanto magnifico, indulgeva alle fragilità umane, e prediligeva un figlio, che poi diffamossi col nome di Pier Luigi duca di Parma. Da Alessandro VI creato cardinale, in quarant'anni aveva assistito a cinque conclavi; quando di sessantasette anni, in prima per ispirazione, poi per iscrutinio, i trentasette elettori a schede aperte lo celebrarono papa. Da Martino V in poi nessun altro romano era salito pontefice, onde pensate che tripudj menò il popolo! Denominatosi Paolo III, non volle che i Farnesi paressero da meno dei Medici, sicchè ordinò a Michelangelo di continuare i cartoni pel Giudizio universale e i palazzi sul Campidoglio; fece in Vaticano la sala Regia e la cappella Paolina, sul Palatino gli orti Farnesiani, e può dirsi rifabbricasse Roma; colla fortezza Paolina tenne in freno i Perugini: spossessò i sempre riottosi Colonna.

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