BoltRead

Storia di Milano, vol. 2

by Pietro Verri

it · ~470 min at 250 WPM

Storia di Milano, vol. 2 di Pietro Verri prosegue la cronaca della città dal momento in cui essa, dismessa la forma repubblicana, cade sotto la signoria dei Visconti. L'opera muove dal 1311, con la definitiva cacciata dei Torriani e l'investitura di Matteo Visconti a vicario imperiale ottenuta da Enrico di Lussemburgo. Verri segue passo passo l'ascesa della casata: la presa di Pavia con l'astuzia militare, l'estensione del dominio su undici città, gli scontri con il papato e gli anatemi scagliati contro Matteo. Sfilano così generazioni di Visconti, fino al consolidarsi del ducato e al declino della libertà comunale.

Il volume riflette sul potere personale e sul destino dei popoli soggetti a un solo principe, di cui dipendono pace, guerra, ricchezza e miseria. Verri intreccia politica, ambizione e religione, illuminando il rapporto conflittuale tra Impero e Chiesa. Resta un classico della storiografia illuminista lombarda, lucido nel narrare come Milano perse la propria autonomia.

Read this book

How it begins

La storia d'un paese repubblicano può paragonarsi ad una vasta pittura che rappresenti un grande ammasso di oggetti variati, sulla quale scorre lo sguardo, incerto talora quali delle figure meritano un'attenzione distinta; alcuni oggetti veggonsi appena illuminati, altri indicati appena in lontananza; e nella memoria non rimane poi se non un tutt'insieme. Laddove la storia d'un paese soggetto ad un principe si rassomiglia ad un quadro storiato, di cui le figure tutte servono al risalto del principale ritratto, che a sè chiama i primi sguardi dello spettatore, nella mente di cui rimangono le tracce distinte della fisionomia rappresentata e della disposizione del quadro. Mutata la forma tumultuosa ed instabile della nostra città; assoggettata questa alla signoria de' Visconti, i costumi, la felicità, la pace, la guerra, la povertà o la ricchezza diventarono dipendenti della buona o cattiva indole del sovrano, sul quale principalmente convien fissare lo sguardo. (1311) I Torriani vennero per sempre scacciati, siccome dissi, dalla città. Matteo Visconti collo sborso di quarantamila fiorini d'oro, l'anno 1311, nel mese di luglio, ottenne dal re dei Romani, Enrico di Lucemburgo, un diploma col quale lo creò vicario imperiale nella città e contado di Milano. Diciassette anni prima, Matteo istesso era stato creato vicario imperiale dall'augusto Adolfo, non di Milano soltanto, ma di tutta la Lombardia, come mero e misto imperio.

Text from Project Gutenberg, public domain.