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Storia dei musulmani di Sicilia, vol. III, parte II

by Michele Amari

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Trapasserei di molto i limiti dell’opera se narrassi per intero le vicende cristiane: in questo volume Amari segue la storia della Sicilia musulmana sotto la dominazione normanna, dalla morte del conte Ruggiero (1101) alla reggenza della contessa Adelaide, che resse l’isola e la Calabria a nome dei figli Simone e Ruggiero, fino all’ascesa di Ruggiero II e al trasferimento della capitale a Palermo. Attingendo a fonti arabe, latine e diplomatiche, l’autore ricostruisce il funzionamento dei diwani ereditati dagli emiri, il ruolo amministrativo, fiscale e militare dei Musulmani palermitani e i rapporti del nuovo principato con il mondo islamico esterno.

L’opera mostra come la convivenza tra Normanni, Greci, Latini e Arabi, lungi dall’essere mero simbolo di discordia, divenisse il fondamento di uno Stato saldo e prospero, rivale di Cordova. Amari indaga la continuità delle istituzioni musulmane, la tolleranza pragmatica dei sovrani e la fusione di culture che plasmò la civiltà siculo-normanna. Resta un caposaldo della storiografia italiana sull’Islam mediterraneo.

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Trapasserei di molto i limiti ch’io mi proposi mettendo mano a quest’opera, s’io continuassi a trattare per filo e per segno la storia della Sicilia fino al tempo che vi rimasero abitatori musulmani. Nel presente libro io dunque toccherò per sommi capi le vicende della corte e de’ popoli cristiani, quanto basti a rischiarar quelle de’ Musulmani, delle quali noterò ben tutti i particolari che siano pervenuti infino a noi. Aggiugnerò le relazioni del principato co’ Musulmani di fuori; sì per la connessione del subietto, e sì per la novità dei fatti che, la più parte, si raccolgon ora per la prima volta negli scritti arabici. Mancano gli annali cristiani della Sicilia dal primo al ventunesimo anno del duodecimo secolo, quando Ruggiero il giovane comparisce a un tratto uom di Stato, potente per armi e ricchezze, conquistatore del ducato di Puglia e nemico audacissimo de’ papi. Riscontrando co’ diplomi le poche parole che ne dicono i cronisti, ritraggiamo appena in questo periodo che, morto il primo conte Ruggiero (1101) rimasero di lui due bambini, Simone e Ruggiero, l’uno di otto anni, l’altro di sei; che la contessa Adelaide resse la Sicilia e la Calabria a nome del primo, infino al millecento cinque [1] ed a nome di Ruggiero infino al cento dodici; [2] e che l’anno appresso, il giovanetto rimanea padrone di sè medesimo e dello Stato.

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