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La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene / Manuale pratico per le famiglie

by Pellegrino Artusi

it · ~665 min at 250 WPM

Avevo data l'ultima mano al mio libro... e invece il pubblico decise diversamente. Pubblicata per la prima volta a Firenze nel 1891, "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene" è il celebre manuale di Pellegrino Artusi, ricco mercante e gastronomo romagnolo. Rifiutato dagli editori e accolto all'inizio con scherno, il libro raccoglie centinaia di ricette della tradizione regionale italiana, dai brodi e minestre ai dolci, ciascuna spiegata con chiarezza e accompagnata da aneddoti, digressioni arguzie e consigli pratici per le famiglie. Edizione dopo edizione, Artusi ampliò l'opera fino a farne un successo straordinario.

Più che un ricettario, il volume è un monumento culturale: contribuì a forgiare un'identità gastronomica nazionale in un'Italia da poco unita, diffondendo una lingua comune attraverso la cucina domestica. Lo stile ironico e confidenziale, la difesa del buon senso e della misura, e l'attenzione alla salute e all'economia familiare ne fanno un classico ancora vivo, specchio della borghesia ottocentesca e della sua tavola.

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How it begins

Avevo data l'ultima mano al mio libro La scienza in cucina e l'Arte di mangiar bene , quando capitò in Firenze il mio dotto amico Francesco Trevisan, professore di belle lettere al liceo Scipione Maffei di Verona. Appassionato cultore degli studi foscoliani, fu egli eletto a far parte del Comitato per erigere un monumento in Santa Croce al Cantor dei Sepolcri. In quella occasione avendo avuto il piacere di ospitarlo in casa mia, mi parve opportuno chiedergli il suo savio parere intorno a quel mio culinario lavoro; ma ohimè! che, dopo averlo esaminato, alle mie povere fatiche di tanti anni pronunziò la brutta sentenza: Questo è un libro che avrà poco esito. Sgomento, ma non del tutto convinto della sua opinione, mi pungeva il desiderio di appellarmi al giudizio del pubblico; quindi pensai di rivolgermi per la stampa a una ben nota casa editrice di Firenze, nella speranza che, essendo coi proprietari in relazione quasi d'amicizia per avere anni addietro spesovi una somma rilevante per diverse mie pubblicazioni, avrei trovato in loro una qualche condiscendenza.

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