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Fame usurpate

by Vittorio Imbriani

it · ~415 min at 250 WPM

Raccolta di studî critici di Vittorio Imbriani, ripubblicati nell'edizione curata da Gaetano Amalfi a due anni dalla morte dell'autore. Il volume riunisce quattro saggi apparsi in origine su giornali e riviste — tra cui il celebre ritratto di Aleardo Aleardi, ironicamente salutato come «il nostro quinto gran poeta» — ai quali si aggiungono in questa edizione due nuovi scritti sul Manin e sul Cairoli, oltre ad alcune appendici. Con prosa pungente e dichiaratamente polemica, Imbriani smonta ad una ad una le reputazioni letterarie e politiche gonfiate del suo tempo, le «fame usurpate» da cui prende titolo l'opera.

Il libro è un atto di insofferenza verso ogni culto irrazionale, verso gli eroi finti, i falsi dèi e le glorie scroccate che, secondo l'autore, ingombravano il mercato culturale e politico dell'Italia postunitaria. Conta per il suo spirito anticonformista, per lo stile mordace e per la difesa appassionata della sincerità critica contro l'impostura e l'adulazione.

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How it begins

Affidatomi il grato compito di curar la ristampa di questo volume, ho cercato di riprodurre fedelmente la edizione eseguita sotto gli occhi dell'autore pei tipi di A. Trani, — Napoli, 1877; ed ormai resa irreperibile. Solo, mi son permesso mutare, dove si vedeva chiaro, trattarsi di mende tipografiche. Nel resto, ho spinto la fedeltà, fino allo scrupolo, specie per la punteggiatura, la quale, — quantunque un po' diversa da quella adoperata dall'Imbriani, negli ultimi anni, — pure, giova a spiegarci, come, dopo maturo esame, a poco a poco, era venuto formandosi il suo metodo ortografico. Certo, io non potevo far diversamente... Ma l'autore, — che non si stancava mai d'adoperar la lima, — vi avrebbe trovato da modificare e da correggere, come, del resto, ce ne fa fede una copia del libro, che egli andava preparando per la futura edizione, nelle prime pagine con ritocchi e mutamenti, di tutt'i quali ho tenuto conto. Ai quattro studî si sono aggiunti due altri, l'uno sul Manin e l'altro sul Cairoli, secondo era divisamento dell'istesso Imbriani, tanto da esserne in trattative con qualche editore; trattative non conchiuse per ragioni, che, qui, è inutile specificare. In fine, ho raccolto, in appendice, tre o quattro altre cosette, che, altrimenti, sarebbero andate smarrite; e che, (se non m'inganno) giovano alcun poco a meglio chiarire il suo pensiero.

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