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L'amore che torna: romanzo

by Guido da Verona

it · ~465 min at 250 WPM

— Dormite? — Con questa domanda sussurrata si apre il romanzo di Guido da Verona, che racconta la passione tormentata di Germano per una misteriosa donna ungherese, bella, ironica e sfuggente, che ama definirsi soltanto «la mia amica». In un salotto romano avvolto dalla penombra, tra fiori invernali e tazze di tè, i due amanti si studiano e si schermiscono: lei rifiuta di confessare il proprio passato e annuncia all'improvviso la partenza, lasciando lui prigioniero di un desiderio che gli pare insieme febbre, gioia acutissima e supplizio. Da quell'addio nasce la lunga vicenda di un amore che ritorna.

È un romanzo dell'attesa e dell'ossessione amorosa, dove l'eros si intreccia con la malinconia decadente del primo Novecento. Da Verona indaga il gioco crudele tra verità e menzogna, la libertà femminile, l'illusione del possesso e la voluttà della rinuncia. Con prosa sensuale e raffinata, fu tra i grandi successi popolari italiani dell'epoca.

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How it begins

— Dormite? — ella domandò, piano, entrando sotto l'arco della tenda che l'avviluppava in sè come un mantello d'antico e fosco velluto. Avevo inteso il rumore de' suoi passi nell'altra stanza, il fruscìo della sua gonna sul tappeto, ma fingevo di sonnecchiare davanti al caminetto, con un libro aperto su le ginocchia. — Dormite? — ella ripetè, avvicinandosi e protendendo il capo, quasi per meglio discernermi nella semioscurità della stanza. — No, stavo pensando, — le risposi con una voce rapida, che a mio malgrado tradiva l'impazienza di averla così a lungo attesa. Bella e ridente nella luce irrequieta della fiamma: — Ebbene — domandò — non mi dite nulla? non mi salutate neppure? — Vi aspettavo per le quattro e mezzo; ora sono le sei... Veramente mi pare un po' tardi! — Allora me ne torno via... — E fece ridendo l'atto di volgersi; poi soggiunse: — Dunque, siete sempre in collera? — Con voi non mi riesce! Solo, durante le attese, medito, e quando medito mi assale a poco a poco l'esasperazione. — Già, voi avete un carattere bizzarro! Ascoltatemi: ora vi spiegherò. — A che serve? Mi sarebbe così difficile credervi! [pg!6] — Ed avreste torto, — ella rispose tranquillamente. — Se volessi mentirvi, saprei anche mentirvi bene. — Oh... davvero? — Forse ne dubitate? Noi donne ci confondiamo più facilmente nel dire la verità.

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