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Il libro di Don Chisciotte

by Edoardo Scarfoglio

it · ~395 min at 250 WPM

Sarà, giorno più giorno meno, un anno, io ritornai a Roma dalla Calabria. Con questo tono ironico Edoardo Scarfoglio apre "Il libro di Don Chisciotte", raccolta di scritti polemici e di critica letteraria nata dalle pagine della Cronaca Bizantina. L'autore si dipinge come un don Chisciotte delle lettere: un cavaliere errante che, deriso dagli amici e dai colleghi giornalisti, si lancia contro i mulini a vento della cultura italiana del suo tempo, assalendo libri, drammi e idee correnti con la lancia della propria critica spietata e brillante.

L'opera è insieme manifesto e battaglia. Scarfoglio reclama un'arte nazionale affrancata dal "vassallaggio francese", invoca il modello goethiano della Weltliteratur e pretende che chi scrive sappia ciò che fa e perché. Conta perché documenta, con prosa vivace e tagliente, le ambizioni e le miserie della letteratura italiana di fine Ottocento, restando una testimonianza preziosa del giornalismo militante e del gusto critico di un'epoca.

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How it begins

Sarà, giorno più giorno meno, un anno, io ritornai a Roma dalla Calabria, ove avevo bevuto del buon vino di Sambiase e scritto alcuni miei pensieri intorno agli ultimi nefasti della novellistica italiana che a moltissima gente, anche non novelleggiante, erano parsi troppo scismatici. Figuratevi: appena disceso dal treno corsi a vedere i miei amici del Capitan Fracassa , e con maraviglia grandissima li trovai tutti furibondi contro di me. Celiarono, motteggiarono, mi dettero ridendo dell'asino, dell'imbecille; i più benevoli mi dissero affetto da un qualche subitaneo accesso di pazzia; e non mancò chi, chiamatomi a parte, mi ammonisse fraternamente di guardarmi dai sortilegi del mio buono e sperticato amico Angelo Sommaruga, il quale mi dimostrava, dicevano, d'avanti alla baracca bizantina a caprioleggiare per chiamar gente. Come io accogliessi quelle celie, quelle canzonature e quegli ammonimenti de' miei migliori amici, non occorre dire: risi anch'io, tanto per fare qualcosa; e ritornando a casa la notte pieno di sonno e di stupore, mi persuasi che in Italia, ora, chi affermi che per scrivere qualcosa in lingua italiana sia necessario almeno di sapere la lingua italiana, fa la figura di don Quijote visionario di cavalleria nella Spagna di Carlo V e di Filippo II.

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