Il Conte di Monte-Cristo
Il 28 febbraio 1815 il giovane marinaio Edmond Dantès rientra a Marsiglia sul Faraone, prossimo a diventare capitano e a sposare l'amata Mercédès. Ma l'invidia di chi lo circonda — il geloso Danglars, il rivale Fernand, l'ambiguo Caderousse — e gli interessi politici del magistrato Villefort lo fanno arrestare ingiustamente e seppellire nel castello d'If. Lì, attraverso l'abate Faria, scopre la propria innocenza e il segreto di un immenso tesoro nascosto nell'isola di Montecristo. Evaso dopo lunghi anni di prigionia, Dantès riemerge trasformato nell'enigmatico conte di Montecristo e, ricco e potente, intreccia una paziente vendetta contro chi lo aveva tradito.
Capolavoro del romanzo d'appendice, l'opera intreccia tradimento, giustizia e redenzione con il fascino di un destino che pare farsi provvidenza. Dumas interroga i limiti della vendetta umana e il prezzo che essa esige anche da chi la persegue, regalando un eroe indimenticabile e una trama avvincente che ha conquistato lettori di ogni epoca.
How it begins
Il 28 Febbraio 1815 la vedetta della Madonna della guardia dette il segnale della nave a tre alberi il Faraone che veniva da Smirne, Trieste e Napoli. Come è d’uso, un pilota costiere si partì tosto dal porto, e passando vicino al castello d’If, recossi a bordo del naviglio fra il capo di Morgiou, e l’isola di Rion. Quindi, come parimente è uso, la piattaforma del forte San Giovanni si ricoprì di curiosi; poichè è sempre un avvenimento di grande importanza a Marsiglia l’arrivo di un bastimento, soprattutto poi quando questo sia stato come il Faraone , costrutto, attrezzato, stivato nei cantieri della vecchia Phocée , ed appartenga ad un armatore della città. Frattanto il naviglio avanzava; aveva felicemente superato lo stretto formatosi da qualche scossa vulcanica fra l’isola di Calasareigne e quella di Jaros; ed oltrepassato Pomègue, procedeva col suo gran corpo sotto le tre gabbie in relinga, ma tanto lentamente, e con andamento sì tristo, che i curiosi, con quell’istinto che presagisce le disgrazie, l’un l’altro si domandavano quale infortunio fosse accaduto a bordo. Ciò non pertanto gli esperti alla navigazione riconoscevano che se un qualche accidente era avvenuto, questo non sarebbe stato al materiale del bastimento, poichè se procedeva lentamente lo faceva peraltro con tutte le condizioni di un naviglio eccellentemente governato.
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